lunedì 22 maggio 2017

Vagabondele in missione - cosa fa l'ispettore di struttura

Parigi!
Sono a Parigi!! Oddio che emozione!!

Italo Calvino scrisse:
"D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una domanda."

E io ora sono qui con i miei mille interrogativi.. avrò fatto bene ad accettare? Sarò all'altezza? Sta salendo una sorta di panico, come quello che ti coglie poco prima  di un esame importante. Cerco di mantenere la calma e ripasso la lezione che mi è stata impartita durante il viaggio...

Procedo a passo spedito e mentre cerco di raggiungere l'hotel mi ritrovo ad ammirare i palazzi che tanto mi ricordano la mia amata Torino, le piazzette con i platani, i cafè - si quelli con una F sola - la signora con la calotte in testa, i fiori e baguette da una parte e al guinzaglio l'immancabile barboncino perfettamente rasato e con il ridicolo pompon sulla coda.

Distrattamente penso che anche lui come me deve avere seri problemi di acconciatura!

Ci siamo.. ecco l'ingresso..
Sospiro ed entro la mia nuova vita sta iniziando!

Sapete che ancora oggi l'unico attimo di insicurezza mi viene al banco della reception? Perché è l'unico vero attimo in cui potrei essere sgamata.. confesso che o sono io brava o sono loro ad essere superficiali perché fino ad ora è capitato una sola volta!

Nei quattro giorni successivi fingerò di essere una turista, mentre in realtà passerò in rassegna ogni singolo aspetto della struttura: ispezionero' la camera in ogni dettaglio, la biancheria di cortesia, metterò alla prova il personale, la cucina, farò le pulci a qualsiasi cosa vi possa venire in mente senza far mai comparire taccuini, appunti o macchina fotografica.

E si perché il requisito principe di questo lavoro e riuscire a mantenere l'anonimato. Perché vi starete chiedendo. Semplice appena lo comunicherete gli atteggiamenti delle persone cambiano!
In modo sostanziale!!! E diventano tutti particolarmente gentili e servizievoli anche se dieci minuti prima a mala a pena vi consideravano.

Al termine del soggiorno ho consegnato il mio rapporto, mi sono confrontata con Fanfan e sua sorella Emilie e con mia estrema gioia hanno riconosciuto quanto ho evidenziato.

Ora posso godermi tre giorni in assoluta libertà, a zonzo per la città che sì, mi ha regalato anche la risposta che più temevo.
Ci sono riuscita!
Ci sono riuscita talmente bene che la settimana prossima sarò in un altro hotel, questa volta sulle Alpi dell'alta Savoia!

E va bene, vi starete chiedendo ma quindi???
Che diamine fa l'ispettore di struttura?
Provo a rispondervi con un giochino di domande e risposte ok?

In poche parole la sua è una funzione mirata al miglioramento del servizio, del personale e della capacità di semplificare alcuni processi interni. Dovrete essere in grado di effettuare verifiche in modo pratico, preciso e veloce.
(Se state due ore a contare le posate o i bicchieri si chiederanno se siete "a posto" oppure vi sgamano e voilà il gioco e finito e ciao ciao - grazie ma non abbiamo più bisogno di voi per un bel pezzo - il perché penso che sia chiaro no?)

Ma non spaventatevi. In realtà è un lavoro interessante, stimolante e che permette di crescere costantemente.

Chi vi assume?

Chi ha una struttura ricettiva di qualsiasi tipo, che intende migliorare il proprio livello qualitativo.

Occorre una formazione?

Certo!

E vabbè ormai per fare qualsiasi cosa occorre una formazione.. ma di che tipo di formazione devo avere?

E qui le cose si complicano...
Dunque fondamentale:
- Almeno un diploma di scuola superiore
- Buona conoscenza dei supporti informatici
- La conoscenza a un livello buono di almeno due lingue straniere e paradossalmente più sono comuni e più sono interessanti
- avere un minimo di formazione merceologica e sociologica
- buono spirito di osservazione
- buone capacità di adattamento
- buongusto (sembrerà anacronistico ma è ancora essenziale)

Immagino che vi sia balenata l'idea che il diploma dev'essere​ di taglio turistico alberghiero giusto?
Ebbene sfatiamo un mito. Gli ispettori più quotati sono tutti con una formazione economica commerciale!


E se non ho questi requisiti ma vorrei tanto provarci?

Beh sappiate che periodicamente le camere di commercio, le associazioni di categoria mettono a disposizione dei corsi con obbligo di frequenza e con stage sul campo!

Ok ora sapete cosa faccio di tanto in tanto.
E si perché ora che sono grande, a questo lavoro dedico una piccola parte della mia vita.
Ma mi preme darvi un'ultima informazione (so che sono stata prolissa ma non potevo farne a meno), come si inizia a lavorare?

Io sono stata fortunata e ho iniziato con un passaparola ma ora sarebbe anacronistico.
Quindi sappiate che avete due vie principali:

1 - proporvi alle grandi catene alberghiere,mettendo in conto che i loro compensi non sono un granché, ma vi permettono comunque di iniziare e di soprattutto di iniziare a viaggiare.

2 - farvi un po' le ossa con test gratuiti, giusto per fare curriculum e quindi aprendo p.iva come consulenti. In questo caso i compensi sono decisamente più interessanti e sarete voi a concordare quanti giorni dedicare all'attività lavorativa e quanto andare a zonzo.

Spero di aver risposto esaurientemente, altrimenti​ scrivetemi io sono qui!





mercoledì 17 maggio 2017

Vagabondele in missione - giù la maschera.

A fine aprile sono stata nel distretto dei laghi del  a nord Ovest, e forse qualcuno di voi ricorda che sulla mia povera e spoglia pagina di fb ho postato delle mie foto a zonzo, si? Bene. Oltre ad aver usato uno dei tanti ponti che quest'anno ci regalerà e un buono regalatomi da una tanto cara,quanto alternativa zia, sono stata in missione..
Ebbene si ho lavorato come ispettore di struttura

Ricordo quando questo mio lavoro alternativo ha avuto inizio..
Ero a Borgio e stavo ripulendo l'appartamento appena lasciato da una coppia di turisti Tedeschi e memore degli insegnamenti di nonna prima e di mamma poi (in maniera ancor più incisiva) mentre con il guantino bianco ispezionavo le intercapedini del condizionatore.. sento una voce impetuosa ma allo stesso tempo musicale..
Tu sei Ena?
In pochi mi chiamano così, o per meglio dire mi chiamavano così.. nonna, papà e pochi altri!
Sempre dubbiosa mi avvicino a questo signore che un po' mi ricorda nonno.. Alto, biondissimo, occhi verdissimi che sembrano scrutarmi dentro e pur intimidita rispondo..
"Sì, perché?
Mi conosce?"
E lì una risata Argentina.. " certo che sì!!  da quando Johannas cercava di domare i tuoi capelli i tuoi capelli ribelli e lì fissava sempre con dei codini assurdi!"
E mentre istintivamente mi porto le mani in testa per vedere se sono ancora lì (sono stati insieme alle mie cuffiette una croce della mia infanzia) penso conosce nonno, me e nonno...
Ride nuovamente è solo quando gli sono vicinissima, ci separano solo pochi centimetri e una rete verde a rombi, riconosco il profumo di vaniglia... Fanfan!!!
Oddio non so come faccio le scale, apro il cancelletto e mi tuffo nel vero senso della parola tra le braccia del mio primo amore!
Si quello da bimba!!su dai giù quelle facce, tutte hanno provato cosa vuol dire infatuarsi di un amico grande, uno di famiglia!
Quello adolescenziale quello impossibile. Bene Fanfan per me è stato questo.
Lo ricordo in cucina - l'ho già detto che era un cuoco stellato? - mentre mi sedeva sul banco e mi faceva scuola non di cucina.. no di sapori, profumo e gusto!
Chiudi gli occhi stellina e annusa!
Cos'è?
Occhi chiusi assaggia, cos'è?

Ricordo ancora il sapore della mia prima crème brulé (a me celiaca vietata a casa ma concessa qui) il primo coniglio alle erbe provenzali e persino il primo pungente sorso di vino!
Dio Fanfan che hai fatto!!

E della mise en place vogliamo parlare??
Ma li ero già diventata petit bijou!

Sediamo in terrazza e mentre rispolvero il mio francese - ricordi me l'hai insegnato tu litigando con nonno perché invece lui tedesco convinto ripeteva che la sua lingua avrebbe fatto di me una vincente - apri le ostriche, prepari i crostini con il burro aromatizzato alla provencale e infine prendi una bottiglia, riconosco lo stesso Champagne rosé che dividevi con il tuo caro amico e mi dici "ora sei grande ti va di sciabolarlo??"

Ho gli occhi a cuore e tu ridi.
Dai prova e mi porgi la piccola katana e lì su quel terrazzo che mi ha visto bimba ho sciabolato la mia prima bottiglia importante.

Tre giorni dopo mentre eravamo nuovamente sul terrazzo, mi hai messo nuovamente alla prova..domanda secca." ti va venire con me a Parigi per testare il mio ristorante? Voglio mettere alla prova il personale, il servizio e la cucina.. ti pagherò 50milalire a a giorno vitto e alloggio compreso ma dovrai metterli alla prova. Seriamente alla prova. Pensaci."
Tre secondi dopo stavo chiamando casa.
Al terzo squillo ha risposto mio padre.
"Papà vado a Parigi per lavoro!"
"E la sua risposta è stata "sapevo che avresti spiccato il volo, ma non avrei mai pensato così presto. Fammi sapere se hai bisogno di soldi e dove starai. Parlo io a mamma. Stai serena."

Il giorno dopo vedevo Parigi per la prima volta avevo 19 anni ero lì per stare in albergo, per assaggiare piatti strepitosi e per mettere alla prova delle persone molto più grandi di me e mi pagavano pure per farlo.
Mi sentivo invincibile.

Un lavoro quello alternativo, quello che mi ha permesso di vedere, provare e testare luoghi, strutture e ristoranti di tutti​ i tipi dalla bettola, al campeggio, passando per i mega hotel e i villaggi turistici, quello che ancora oggi tra un intervento e l'altro e la società con mio marito continuo a svolgere.

Ma che cosa fa realmente un ispettore alberghiero?
Verifica, testa e mette alla prova!
Come?

Vi ho incuriosito almeno un minimo?
Se siete arrivati fin qui immagino di sì e allora presto vi spiegherò come fare per farlo senza lasciare la propria Vita di tutti i giorni, i propri affetti e la propria casa!















lunedì 8 maggio 2017

4 laghi per 4 giorni - il distretto dei laghi italiani

Immagino che il solo evocare il distretto dei laghi, vi faccia volare con l'immaginazione a quello nord americano a quello descritto minuziosamente da Jane Austin, ebbene sappiate che ne esiste un altro forse meno blasonato ma di certo altrettanto affascinante e romantico, ideale per trascorrervi un weekend o uno dei tanti "ponti" di cui questo 2017 è prodigo.
La partenza sotto minaccia di pioggia non ci ha scoraggiato, anzi non so perché, ma eravamo incredibilmente sereni e certi che avremmo avuto fortuna e che il nostro piccolo tour sarebbe diventato memorabile.

La prima tappa è un luogo a me caro, un piccolo borgo, romanticissimo, affacciato sul piccolo lago d'Orta, stretti vicoli che scendono verso il lago, uno scorcio suggestivo sulla piccola isola, un palazzotto affrescato, tanti localini e tanti tantissimi turisti d'oltralpe.
Qui davanti ad un prosecco al tramonto ho ricevuto la fatidica proposta, quella che tutte le donne sognano e li davanti ad un tramonto rosato ti ho detto di si.
Sono passati solo 11 anni e ancora oggi, ogni volta che ci torniamo mi rifai la stessa identica domanda e ogni singola volta e si, decisamente si, ogni giorno della mia vita!



Sono stata fortunata terribilmente fortunata, se ripenso alla sceneggiata che mi hai fatto in pizzeria!! Ricordi? Saltellavi come un folle, ridendo come sempre e urlando:
"Che cosa sono??" e dentro di me pensavo...
Un deficiente - solo un deficiente può fare cosi davanti alla sua promessa sposa e ancor di più davanti al mio poco disponibile e terribilmente serio fidanzato!
Eh tu candidamente mi rispondesti: "un coccodritto"!!! Facendomi letteralmente cadere la mandibola!!
L'avresti mai pensato?
No io no!
Eppure il mio ex ha sposato la tua ex e noi??
Beh ti ho detto di si ma la data dobbiamo ancora deciderla, intanto viviamo insieme, lavoriamo insieme e continuiamo a fare progetti!


La seconda tappa ci vede sul lago Maggiore, non il tanto blasonato lato novarese (e diciamolo pure più figo di quello lombardo) ma quello fuori dalle rotte turistiche di massa, fatto di piccoli centri che suonano tutti in -ozzo.
Guidi serio e mi chiedi, ma siamo sicuri?
Lo sai che zia ci rifila sempre un pacco per Natale!
OK hai ragione ma questa volta il buono che zia ci ha regalato era " aperto" e ho scelto io la destinazione..
Eh si forse è un pacco perché la prima volta che ne ho sentito parlare era su un volantino che pubblicizzava una gita in pulman con tanto di vendita promozionale di pentole e coperte.
Ed eccolo li lo sguardo a fessura, quello che ti fa diventare verdissimi e lampeggianti gli occhietti!!
E poi... Tu comprare coperta e io rifilare te batterie di pentole in offertas di boinna!
E giù a ridere!! Tanto da farci venire le lacrime agli occhi!! Boinna?? Ma che diavolo è??
E tu.. Ma che ne so mi è uscito così!!
Beh abbiamo continuato a ridere fino al parcheggio dell'eremo di Santa Caterina dal Sasso, che tutto si è rivelato tranne che un pacco: bello, emozionante, suggestivo e incredibile.





Dormiremo ospiti di un bungalow sul lago di Comabbio, faremo la spesa in un mercato rionale, berremo un liquorino alla liquirizia fatto a mano dalla nonnina che vive nella casetta a fianco alla nostra.
La stessa che ci porterà un caffè al mattino in compagnia del suo Marietto.
Marietto?? Ma se sarà 190 cm per 120chili??
Ti dà una manata che quasi ti stende, ma il giorno dopo ci invita in barca.
Ti insegnerà a pescare e ci inviterà ad andarlo a trovare a Milano, dove realmente vive.
Ho detto 4 laghi e infatti ne vedremo un ultimo che di poetico ha poco o nulla, ma ha il vantaggio di avere una pista ciclabile bellissima che termina di fronte ad una pasticceria che di nuovo mi fa riaffiorare un dolce ricordo.
Siamo sul lago di Varese, la pasticceria sforna dolcetti molto simili ai nostri brutti ma buoni, solo sono più soffici e leggeri e vengono impacchettati come dentro le vecchie confezioini del caffè in grani.
Ricordi? ritornavi da una gara in salita e appena tolto il casco mi regalasti un tuo sorriso, un bacio e mi sporgesti questo pacchettino..
Erano quasi triturati, ti eri piazzato secondo eppure erano i più buoni dolcetti del mondo.
Li abbiamo ricomprati ed eccolo lì di nuovo lo sguardo a fessura.. E se prima di darli alla luce dei tuoi occhi ci salto un pochino su?
E giù di nuovo a ridere!


E voi amici, avete ricevuto la fatidica domanda in un luogo romantico?
Avete mai partecipato ad una gita organizzata per la vendita di generi vari solo per poter risparmiare e al contempo vedere qualcosa di diverso?
Oppure.. Vi hanno regalato un buono da spendere in viaggio?
Si?
Allora raccontate!!
Aspetto il vostro commento e chissà che non mi regali nuovi spunti!



domenica 19 marzo 2017

Festival dell'Oriente Torino

Era dall'anno scorso che sognavo di poter metter piede al Festival dell'Oriente di Torino, io e Dora la mia amica/compagnia di torture, di speranza e di stanza alle Molinette sognavamo la nostra uscita trionfale dal reparto di medicina e la nostra prima passeggiata proprio qui.

Festival..
Nel nostro immaginario era un mix di colori, suoni, sapori molto diversi da quelli che avevamo assaporato negli ultimi due mesi.
Ebbene ora ci siamo..
Non potete immaginare quelle che sono le emozioni provate mentre prendevamo i biglietti, le mani strette tra le nostre, di chi ci è stato accanto durante la battaglia verso la nostra piccola vittoria, la felicità di essere qui.

Il primo impatto è stato sconvolgente:
profumi di incenso, olio per massaggi, spezie e colori.. Ovunque colori accessi, colori che regalano serenità.


Abbiamo gironzolato a lungo per i vari stand, assaggiando, annusando, facendoci coccolare e sperimentando... Solo dopo abbiamo capito di aver intrapreso il giro all'inverso!!
E li abbiamo riso ohohoh quanto abbiamo riso!!



Non importa come fai il percorso ci siamo detti, l'importante è essere qui e ora!
Una vera vittoria per dei sopravvissuti come noi..
Perché diciamolo pure.. Sopravvive non solo chi è in prima linea nel combattere le malattia, ma anche e forse ancor di più chi ti resta a fianco e cerca di darti equilibrio e serenità anche quando è a pezzi.

Assaggiamo zenzero, cioccolato alla canapa, fiori e frutta disidradati, zuppe e involtini, distillati e dolcetti di banana avvolti in foglie stranissime!

Passiamo in rassegna arti marziali, armature da guerra, i draghi simbolo di forza e vittoria..
E qui scatta in me una voglia folle.. Ho passato intere settimane a leggere il trono di spade immaginandomi nel costume di uno degli interpreti e secondo voi potevo resistere alla foto scema in cui batto il 5 proprio ad un sogno??
Impossibile no??



Si è una vera leggerezza, cosi come il trangugiare la birra allo zenzero, un piatto di riso basmati, un piatto di tandoor leggermente piccante, una coppa di frutta tropicale mentre accanto a me è un vero tripudio di suoni e colori!
E come dimenticare la ragazza orientale con i suoi ombrellini di carta coloratissimi e dipinti a mano, che regala sorrisi a piene mani a tutti coloro che le si avvicinano!
O l'anziana signora che intaglia frutta, compone fiori e frutta in vere e proprie opere d'arte.





OK.. Ci siamo persi buona parte degli spettacoli in programma, fatti salvo i tamburi coreani che ci hanno lasciato piuttosto perplessi..

Eppure siamo usciti dal padiglione con il cuor leggero, un sorriso contagioso e tanta tanta serenità.
Abbiamo gioito a fondo ed è quello di cui tutti noi avevamo bisogno.
Ora passeremo in rassegna il festival Irlandese ma prima voglio lasciarvi qualche dritta.

Il festival rimane a Torino per gli ultimi due fine settimana di marzo.
Il biglietto di ingresso costa 10€ per gli adulti.
Con il solo supplemento di 2€ avrete libero accesso al festival olistico, del benessere orientale e a quello irlandese.
Le consumazioni sono a pagamento e sono piuttosto onerose.
Il costo supplementare è dato dal fatto che nelle aree per il pranzo troverete concerti, eventi quali balli, dimostrazioni pratiche e giochi che coinvolgono il pubblico.
I trattamenti offerti -fatto salvo poche eccezioni (leggete pure il monaco buddista che vi regala una preghiera per un braccialetino arancione benedetto) - sono a pagamento e i costi variano dai 15€ per un trattamento di 15minuti a 35€per il trattamento di mezz'ora.

Allora che ne dite? Siete ancora indecisi?
Allora sappiate che il Festival dell'Oriente toccherà diverse città italiane per cui vi invito a sbirciare il loro calendario, potreste scoprire che passa proprio nella vostra città!

A presto
Ele




domenica 12 marzo 2017

Lecce il trionfo del barocco in Puglia

Rosa  sorride mentre ci serve una colazione degna di un re e mentre ci dà qualche indicazione sulla via più rapida per arrivare a Lecce, mette in un sacchetto dei taralli piccanti, dell'acqua e un paio di frutti.Il suo consiglio si è rivelato provvidenziale, la via costiera sicuramente più panoramica è molto trafficata mente la via interna scivola regalandoci panorami incredibili, campi che iniziano a fiorire, ulivi a perdita d'occhio, qualche pecorella e di tanto in tanto una masseria in lontananza.


Impieghimiamo meno di un'ora per arrivare in città, lascia o l'auto nei parcheggi in prossimità del castello, percorriamo con calma la via che conduce all'anfiteatro romano e dopo aver sostato per qualche istante ai piedi della statua di San Oronzo -santo patrono della città - sbirciato le botteghe che ancor oggi fanno della lavorazione della certa pesta una vera e propria arte.
Assistiamo alla realizzazione di un San Giuseppe e alla pittura di una Madonna, incredibile la maestria che questi artigiani di mostrano nonostante le continue interruzioni per regalare ora qua ora la delle delucidazioni ai diversi turisti.
E tra questi ci siamo noi che chiediamo una dritta per poter assaggiare qualche piatto tipico, la cordialità pugliese è unica subito Giacinto (l'abile artigiano) ci indica la trattoria -Le Zie.
Lasciamo il nuovo amico ad intrattenere un nuovo gruppetto di turisti e puntiamo dritti alla Basilica di Santa Croce.


La chiesa è a ben vedere il simbolo della città!
Un vero e proprio trionfo di barocco leccese, la pietra bianca, riccamente decorata con ghirlande, figure umane altre zoomorfe, fiori e frutta a profusione.
In alto è ben visibile una balconata e un meravigliso rosone che riprende i temi della Passione.
Il suo interno non è da meno, cosi come l'intera piazza leggermente scostata dalla Chiesa sulla quale danno il Palazzo del Vescovado, il campanile e i due caffè
 .
È quasi l'una e percorrendo il parco pubblico e più a nord via Costadura arriviamo davanti all'insegna delle Zie.
L'ambiente è informale, il menù che ci viene proposto è ricco si piatti come fave e cicorie, salsicce con i legumi, zuppe di grano cosparse di ricotta, verdure croccanti, dolci sfiziosi e dell'ottimo vino che però si rivelerà fatale!
Abbiamo dimenticato che sono corposi e prima di poter riprendere il cammino dobbiamo regalarci una sosta ai giardini.
Sono quasi le quattro quando riprendiamo la scoperta del centro storico e dei suoi meravigliosi scorci, faremo a gara per scoprire i dettagli, i putti scolpiti, i lampioni a fiore, quelli colorati fino a raggiungere un altro luogo che ci ha stregato: un'enoteca/libreria dove acquisteremo un altro libro!

Difficilmente arriveremo per cena, tanto siamo ancora sazi di oggi, il nostro unico timore è indispettire i nostri ospiti, ma anche qui il calore pugliese ci sorprenderà!

giovedì 9 marzo 2017

Otranto il punto più ad est d'Italia

La prima immagine che ho impressa nella mente del mio lungo weekend in Puglia è quella di un enorme cuscino di suocera e di una sorridente signora con le mani infarinate che ci accoglie quasi come fosse una zia.
Lancia un richiamo al marito perché prenda i bagagli e a nulla valgono le nostre di rimostranze, d'altra parte si tratta di due mini trolley, e ci fa accompagnare in quella che sarà la nostra stanza in questo meraviglioso agriturismo a pochi chilometri da Otranto.
La stanza da su un meraviglioso giardino di succulente e poco più in là partono le distese di ulivi argentati.
Il tempo di una rapida doccia e siamo pronti per un pranzo luculliano!
Guai a rifiutare una portata - ragazzi sono 8 antipasti, tre primi e tre secondi, un dolce e un biscottino con il caffè - tanto che quando dopo il digestivo offerto dal marito che si è finalmente sciolto,  rotoliamo verso la macchina a noleggio.


Gino - questo è il nome del gestore - ci consiglia di lasciarla nel parcheggio antistante il porto e da li salire verso le mura, quindi di visitare il castello e poi ci suggerisce un paio di localini dove sorseggiare un aperitivo o dove acquistare i fischietti migliori.
Capiremo solo perdendovi nei vicoli  che qui sono un vero e proprio must!
La città di Otranto la più ad est d'Italia ci accoglie così con un bastione spruzzato di ciuffi verdi e una serie di casette basse una attaccata all'altra. Saliamo lentamente le scale che conducono ai piedi del Castello e qui, appena varcato il ponte  ci accodiamo ad un gruppo di visita.
Seguiremo il percorso classico e non possiamo che fare un confronto tra le fortezze e i castelli a cui siamo tanto abituati con questo che invece che difendersi dalle montagne si doveva difendere dal mare e dai tanti temuti pirati!
La guida poco prima di lasciarci ci regala un'ultima curiosità ed è grazie a questa simpatica signora che scopriremo che qui è stato ambientato il primo romanzo gotico al mondo:
"Il Castello di Otranto" di H. Walpole che comprero' in edizione economica.
Ritornati nel borgo antico ci godiamo il tiepido sole e ci perdiamo tra i vicoli che portano al centro città, sembrano deserti, fatto salvo qualche gatto che ci si avvicina facendo le fusa. non stiamo seguendo un percorso preciso e mirato, anzi! Amiamo "perderci" andando alla scoperta dei diversi luoghi che abbia mo la fortuna di vedere in modo del tutto casuale.

Ed è cosi che raggiungiamo la cattedrale, sulla cui facciata spicca il grande rosone e una serie di statue raffiguranti i Martiri di Otranto, le cui reliquie sono qui conservate, entrando non si può non rimanere ammirati dal meraviglioso mosaico mentre sono rabbrividita alla vista delle teche contenenti i resti mortali degli 800 poveracci sterminati dai Pirati turchi.

La loro vista mi ha toccato profondamente per cui cerco disperatamente di respirare aria pulita, che profumi di mare e di gioia. Ci rituffiamo nei vicoli, acquisto dei fischietti meravigliosi e le Massaie Otrantine! Cosa sono?  Ve ne parlerò presto prometto!
Sorseggiamo un vino bianco accompagnato da olive schiacciate piccanti,

sediamo sul muretto che fa da argine alle mura, ammiriamo il mare e aspettiamo il tramonto. Poco dopo i lampioni iniziano ad illuminarsi e per noi è giunto il momento di rientrare all'agriturismo sperando che la cena sia più leggera!
Crolleremo poco dopo cena, che nonostante le speranze si è rivelata un altro banchetto.
Per fortuna che anche quest'anno non potrò indossare il costume, altrimenti i due chili che ho preso in un sol giorno qui sarebbero difficili da nascondere!
Domani la nostra meta sarà Lecce e spero che sia bella tanto quanto Otranto!

giovedì 16 febbraio 2017

Nizza in 2 giorni


L'amore che provo per Nizza è nato per puro caso.
Un capodanno con degli amici, un mentore, un suggerimento e qualche weekend da ospite, poi la svolta e la decisione di farla diventare casa.
Una decisione maturata di pancia. Bastava che mi lasciarsi alle spalle Ventimiglia e vedere quel mare blu per sentirmi in pace con il mondo, mi sentivo rinata, felice ed eccomi emozionatissima firmare quel documento che sanciva la mia nuova oasi di pace!

Questo grande amore per questa città mi ha visto spesso suggerirla come meta ad amici, ai familiari e agli affetti più cari.. E sempre più spesso mi sono sentita rivolgere la fatidica domanda: "cosa devo vedere assolutamente?".
Ed ecco il motivo di questo breve itinerario che ha il semplice fine di farmi assaporare anche se siete " solo" di passaggio in città.

 1° giorno.
La città si stende e si sviluppa principalmente sul mare che l'ha da sempre caratterizzata, quindi non si può prescindere da una bella passeggiata sul lungo mare più famoso di Francia: la Promenades dea Anglais dove file infinite di seggioline azzurre sono a disposizione di chiunque.
Vedrete gente correre, passeggiare, provare i rollers, i segue e le molteplici loro evoluzioni.
Avrete modo di ammirare il celebre Negresco, tanto amato dalla nobiltà russa che qui veniva a svernare, il palazzo del mediterraneo e decine di altri palazzi storici.
Al termine della passeggiata con la collina a fronte, si sale verso il castello - avete due vie, una ripida e panoramica scalinata o un ascensore gratuito (è in funzione dalle 8.00 alle 22.00).
Vi chiederete perché vi ho spinto fin quassù beh principalmente per due motivi: i ruderi dell'antica fortificazione circondati da mosaici moderni dono di Jean Cocteau e la meravigliosa vista sull'intera baia degli angeli.
Ridiscesi verso il centro, vi imbatterete nella Chiesa di Santa Riparata, con le sue tegole coloratissime e gli interni barocchi degni di nota.

Da qui parte la città vecchia in stile italiano, con le sue casette alte, strette coloratissime al cui piano terra si trovano botteghe artigianali, caffetterie, ristoranti etnici e localini tipici nizzardi.
Perdersi è un attimo, sembra un dedalo infinito di passaggi, carrugi, vicoli ma gira che ti rigira vi ritroverete sempre in due soli punti della città: cours saleya - dove si tiene il celebre mercato dei fiori (ma anche dell'antiquariato minore, dell'abbigliamento etnico o di quello dell'usato) oppure a nord in piazza Garibaldi.



 Dove l'eroe dei due mondi è nato ( si la sua casa natale è all'angolo est della piazza) e dove è cresciuto e ha studiato al liceo statale.
In questa piazza si trovano due icone del cibo nizzardo, il cafe de Turin dove il plateaux royale è una vera garanzia (preparatevi però ad un investimento consistente) oppure alla caffetteria dell'omonimo cafe dove i crostacei sono sempre serviti crudi, accompagnati da crostini, maionese leggera e vino rose per pochi euro.

No non fatevi ingannare questo  qui sopra, non è un caffè ma bensì la bottega di un'estetista che se preferite vi farà la manicure nel bel mezzo dello struscio.


Nel pomeriggio concedetevi un po' di riposo nei giardini del Pavillon, una meravigliosa opera di recupero stracolma di giochi in legno per bimbi, altalene, bagni pubblici e aree coperte con tavolini e sedie per chi vuole concedersi un pic-nic comodo.
La sera spostatevi in Place Massena - il giardino buono - dove si trovano decine di localini dove gustare ottimi piatti che spaziano dalla cucina francese all'italiana, passando per l'indiano, il magrebino o il giapponese.


Piccolo inciso da qui in questi giorni parte il Gran Carnevale dei Fiori il cui protagonista è il Roi de Soleil, con gli spettacoli di suoni e luci e migliaia e migliaia di fiori coltivati appositamente per questo avvenimento.

2° giorno.

Salite verso la collina di Cimiez e il suo elegante quartiere che ospita il Museo dedicato a Matisse, fate una breve tappa al Monastero di Notre-Dames dove l'artista è sepolto, ammirate i resti romanici dell'anfiteatro e del teatro romano, quindi visitate il Museo dedicato a Chagall con i suoi coloro squillanti!

Potete pranzare nella vicina abbazia oppure tornare verso il centro puntando però verso la Cattedrale Ortodossa, la più grande al di fuori dell'area balcanica.
Nei suoi primi dintorni ci sono diverse alternative, dalla scocca al taglio (leggete pure farinata) o self service studenteschi, oltre che brasserie o gli immancabili etnici.
Da li per concludere questo intenso weekend  recatevi al parco Phoenix, dove potrete ammirate la casa delle farfalle, una raccolta di palme e piante esotiche, il parco delle biodiversità, il tutto condito con mostre di artisti emergenti, opere teatrali, animazioni per i più piccini e un'area dove vengono proiettati documentari per sensibilizzare alla natura.

Per prolungare il piccolo tour e regalarvi una piccola chicca, prendete il treno panoramico dea Pignes e visitate Entrevaux vedrete che non ve ne pentirete!